Translate

giovedì 24 settembre 2015

Jiu Jitsu brasiliano e atemì

Ovvero: il Jiu Jitsu brasiliano contempla lo studio e la pratica dei colpi?

Carlos e Hèlio Gracie
Partiamo dalle possibili risposte enunciate da diversi tipi di praticante/allievo.
Praticante di Jiu Jitsu brasiliano "medio", ovvero il praticante che aderisce ad un corso di Jiu Jitsu che non conosce la storia e le origini del Jiu Jitsu brasiliano: "Beh, non lo so...non mi pare. E comunque il nostro Maestro non ce li insegna".

Praticante di Jiu Jitsu brasiliano che si è avvicinato a questa arte perché gli è arrivato l'eco dei primi UFC - tipo 1: "Li studiavamo anni fa. Poi il nostro Maestro si è dedicato alle competizioni ed ora non li studiamo più. Però...peccato, perché a me piaceva uno stile completo".


Praticante di Jiu Jitsu brasiliano che si è avvicinato a questa arte perché gli è arrivato l'eco dei primi UFC - tipo 2: "No, non li studiamo. Ma tanto io ho fatto Boxe, Kung-Fu...e quindi non mi importa. In piedi so già picchiare e vengo qui per imparare la lotta a terra".

Praticante di Jiu Jitsu brasiliano votato alle competizioni sportive - tipo 1: "Non lo so...non mi pare...e comunque io faccio Jiu Jitsu sportivo. In sostanza, non me ne curo".

Praticante di Jiu Jitsu brasiliano votato alle competizioni sportive - tipo 2: "No...non mi interessa. Io faccio il Jiu Jitsu sportivo e comunque il Jiu Jitsu ti prepara mentalmente e fisicamente ad uno scontro fisico".

Praticante di Jiu Jitsu brasiliano votato alle competizioni sportive - tipo 3: "Atemì...che è. Ah...no, non studiamo i colpi. Anche perché la difesa personale è un settore talmente vasto che ci vorrebbe una vita. E poi, è proprio una caxxx...".

Non vi riconoscete in nessuna di queste figure di praticante? E' improbabile.
Ma torniamo alla questione.

Eliminiamo subito alcuni imbarazzi: si, il Jiu Jitsu, inteso come una disciplina marziale, di certo comprendeva lo studio dei colpi e delle percussioni oltre che lo studio delle armi.
E' facile intuire che la storia del Jiu Jitsu sia piuttosto articolata ma di certo ha subito gli influssi e le intuizioni della cultura indiana e sicuramente anche di quella cinese.
Ora, non sto qui a verificare origini e compromessi storici poiché l'operazione è assai azzardata e richiederebbe molti sforzi ma non ho alcun dubbio nell'asserire che le tecniche di percussione ricoprivano una parte di sicuro valore ed erano piuttosto variegate.

Dunque, il Jiu Jitsu era uno stile completo? Si, corretto.

Bene, ma il Jiu Jitsu brasiliano, derivazione del Judo di Jigoro Kano, di un suo allievo (Mitsuyo Maeda) e dall'abilità e dell'ingegno della famiglia Gracie è da considerarsi uno stile "diverso" da quelli che oggi consideriamo gli stili di JuJitsu "tradizionali"?
Dipende da quale punto osserviamo il Jiu Jitsu brasiliano. Da quale altezza e con quale sguardo.
E la tipologia del praticante che ho indicato nei primi capoversi ne sono un esempio.

Il Gracie Jiu Jitsu fonda la sua piramide proprio sull'esercizio della difesa personale ed alcune scuole, derivanti proprio da quella tradizione, si sono anche evolute in tal senso (ce ne sono tante, ma le scuole di Flavio e Sylvio Behring ne sono un esempio lampante).

Dunque, come ci si potrebbe difendere da dei colpi se non si è in grado di lanciarli?
Come ritenere una disciplina marziale adatta al tema della difesa personale se essa non contempla  l'esercizio di alcune tecniche di percussione?
Come definirsi marzialisti se ci si concentra esclusivamente su alcuni aspetti sportivi e non si indaga sulla natura stessa della disciplina marziale che si è intrapresa?

Ora, ci si è convinti che il Jiu Jitsu brasiliano non comprenda lo studio dei colpi.
Siamo sicuri di non trovare anche testimonianze nel web?
Ecco alcuni video di Maestri e Professor che insegnano ad evadere, eludere e colpire...ed il tutto proposto nel meraviglioso sistema che chiamiamo Jiu Jitsu brasiliano:






Forse...dovremmo riformulare le nostre risposte.