Translate

giovedì 30 aprile 2015

Il sapore della pelle

Non è un vero e proprio giro di boa, somiglia più un ritorno alla vecchia passione per me.
Un ritorno che strizza l'occhio alla vera origine del Gracie Jiu Jitsu, ovvero sopravvivere ad uno scontro fisico (prima ed importante regola della strada), ed utilizzare la propria arte per uscire possibilmente illeso, rendendo docile colui che attenta alla nostra incolumità.

Dunque, un buon Jitsuka deve conoscere come dare un pugno, una sventola, un calcio frontale, una gomitata, una ginocchiata, una testata e deve necessariamente apprendere come evitarle, schivarle e come poter chiudere la distanza così da portare il combattimento in una zona a lui più congeniale: il suolo.

Il buon Jitsuka deve necessariamente apprendere cosa comporta spostare il combattimento al suolo e quindi conoscere la differenza tra un Jiu Jitsu sportivo e le sue relative tecniche con quello adatto ad una situazione di difesa personale.
Il Jitsuka deve comprendere come difendersi e come attaccare a terra, le tecniche più opportune e quelle dove il suolo ed una tattica errata possono stravolgere l'esito del duello.

Il Jitsuka deve comprendere che concetti come rounds, gestione del fiato e tecniche complesse sono perlopiù aspetti legati ad un contesto sportivo. Raramente legati ad un contesto di difesa personale.

Dunque, nel nostro programma useremo strumenti utili a ricordarci la strategia necessaria al raggiungimento del nostro obiettivo.
Il sapore della pelle è quello dei guanti da sacco. Un sapore dolce-amaro per chi sa raccogliere la sfida.

Il programma è vasto ma la sfida è davvero interessante!