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martedì 25 novembre 2014

Evoluzione...in progress

Ogni accademia, ogni corso è formato da individui. E questi, allora volta, sono formati (nel senso vero e proprio di forma) dalle idee.
Alcune di queste idee evocano in noi emozioni tali da essere motivo di abnegazione verso un quotidiano fine, altre ancora sono da ispirazione verso un una tensione evolutiva etica e morale.

Anche evocando o praticando un'arte marziale tradizionale, per definizione un "sistema" chiuso e spesso autoreferenziale, in realtà lo faremo attraverso i nostri occhi, le nostre aspettative, interpretando pensieri altrui, idee altrui. Quindi, inevitabilmente, ci si scosterebbe dai binari imposti dal "messaggio" originale.

Così, anche il nostro corso, attraverso la mia personale esperienza, ha cavalcato idee altrui ricalcando una pratica del Jiu Jitsu che, a mio modo di vedere, oggi è ancora meno "funzionale" all'idea a cui il Gracie Jiu Jitsu, padre-fondatore di questa arte, tendeva con forza e vigore: l'applicazione delle tecniche del Jiu Jitsu in un contesto marziale definito - generalizzando - nell'immenso capitolo della difesa personale.

E' in tale ambito che mi affacciai nella piccola stanza buia dell'allora Gracie Jiu Jitsu. Rimasi folgorato dalla scienza applicata di questo stile. Rimasi inebriato dalla sua metodica e dalla sua schiettezza.
Gli inizi, seppur pieni di entusiasmo, furono incerti come incerta era la fonte di apprendimento.
Di strada ne abbiamo fatta e sono passati diversi anni. Anni in cui ho potuto verificare, come allievo e come istruttore, le evoluzioni del Jiu Jitsu brasiliano e, da un certo punto di vista, l'allontanamento dal messaggio originale di Helio.

Non voglio commettere l'errore di dire quale approccio sia il migliore: una pratica del Jiu Jitsu rivolta al mondo della competizione sportiva oppure una pratica con l'occhio critico di una disciplina marziale (adatta, cioè, al combattimento). Come dicevo prima, sono punti di vista, interpretazioni....

Conosco, invece, ciò da cui mi sono allontanato (ed anche come mi sono allontanato da questa idea) e cioè quel fervore, quel vivo interesse verso una pratica marziale alla quale pensavo fosse come un ponte tra le arti marziali tradizionali di origine nipponica ed il "nuovo", il "moderno", la sintesi di un sistema marziale che aveva fatto della efficacia il suo punto di forza.
Ci vestivamo con il kimono (il gi) che tanto richiamava il tradizionale e ci salutavamo senza l'inchino orientale, come a spezzare un incantesimo.
Studiavamo le tecniche per sottomettere l'avversario e non avevamo dimestichezza con il sistema dei punteggi a cui oggi, probabile, ci ispiriamo. Uscire "indenni" dai tatami era già una vittoria e poco importava se avessimo subito 8 ribaltamenti e 8 prese della schiena!

Il Jiu Jitsu di oggi è un variegato di tecniche assai complesso spesso intriso da meccaniche complicate e contorte seppur spettacolari, ispirato da un sistema di punti che ne caratterizzano allenamenti e priorità strategiche.
E' divenuto, per lo sport, appannaggio di una élite che vede nella giovane età e atleticità dei praticanti, il suo punto di forza. Tutto questo mix ben condito con una necessaria e totale abnegazione, strada cui non tutti possono tendere.

Da queste osservazioni e dalla sincera critica che ho rivolto all'arte-suave, è scaturita la volontà di riformare il nostro corso con un'ottica, un linguaggio che rende possibile la pratica di questa disciplina marziale anche a coloro hanno superato oramai i migliori-vigorosi anni della loro vita.

Il Jiu Jitsu che da oggi propone lo Zanshin Kai è infatti orientato al consolidamento di una solida base nel campo della difesa personale, oltre all'apprendimento delle basi di un solido Jiu Jitsu.
Per noi, è finalmente ritrovare quel nesso, quel filo logico che unisce tutte le arti marziali: affrontare situazioni di potenziale pericolo facendo affidamento alla tecnica, alla tenacia e ad una strategia vincente.
Helio Gracie
"Il jiu-jitsu che ho creato è stato quello di dare la possibilità ai più deboli di fronteggiare chi più pesante e forte di loro."