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giovedì 6 marzo 2014

Via da tutte le catene

Qui non si coltiva una famiglia!
Piuttosto, un gruppo o meglio una comunità.
Qui non si vuole sostituire le catene con altre catene; qui si parla di libertà e si cerca di praticare come uomini liberi.
Qui nessuno ti chiama padre o madre; qui, potrai trovare compagni di viaggio, anziani, esperti, saggi, ma non genitori. Qui non si vuole formare una falsa gerarchia tradizionale; qui, un certo tipo di gerarchia si conquista sulla strada, sul tatami, nelle docce, nelle cene.

Non vi è nulla di drammatico in una famiglia: per molti è indispensabile per trovare una identità e per essere accettato e condiviso.
Noi, qui, vogliamo ritrovare noi stessi e non ritrovarci negli altri: quel sentimento, infatti, fa parte di una specie di altre catene.

Il nostro valore è indipendente dal giudizio altrui, dalle regole altrui, dall'altrui approvazione.
Se un praticante di arti marziali vivesse la sua quotidianità assieme ad altri praticanti della sua accademia lo troverei tragico ed anche comico.
Un praticante di arti marziali condivide spazi con tutti e si sente a proprio agio su ogni terreno e sul terreno ove i suoi piedi avranno il piacere di poggiare.

Frequenteremo persone a cui non interessa nulla delle arti marziali? Meglio!
Frequenteremo persone che non condivide con noi alcuni ideali? Meglio!
Frequenteremo persone che derideranno delle nostre abilità fisiche? Meglio!

Il guerriero porta la sua luce con sé, sfoggia imperturbabilità con noncuranza; coltiva l'empatia; si morde la lingua prima di gridare stupidità; respira per trovare concentrazione e pazienza; si sforza per capire il mondo che lo circonda e soprattutto cerca di capire le leggi dell'animo che lo attraversano.
Non sono queste infatti sfide perenni?

La famiglia, per noi, è un laccio che ti lega ai suoi valori, alle sue tradizioni anche se queste veraci e condivise. Di fatto, sono catene da cui è difficile uscire. Ci sentiamo al caldo, confortati dal viaggiar sicuri e protetti.
Una famiglia deve far crescere un individuo e non catturalo nella sua cerchia. E per far crescere un individuo gli devi dare la possibilità di fiorire e di creare il proprio humus; in altre parole, per l'individuo è necessario uscire dalla sua famiglia. 
Ma l'uomo non è un isola: per questo preferisco di gran lunga compagni di viaggio che mansueti fratelli.