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mercoledì 12 giugno 2013

Modulo "sopravvivenza"

sopravvissuto
Si discute molto circa i benefici che potrebbero derivare dalla sana pratica di questa disciplina ma a volte si omettono volentieri le inevitabili conseguenze che questa porta.
Logorio fisico e mentale si avvicendano e si alternano senza esitazione e spesso vanno in saturazione, meccanismo per il quale il nostro organismo non ne può più contenere.

Inoltre, una delle lezioni più marcate insite nella pratica del Jiu Jitsu è quello del ridimensionamento dell'ego e quindi dei propri livelli di testosterone. Infatti essere dominati o sottomessi più volte nell'arco di 2 ore mina considerevolmente la superba stima che si ha di se stessi.

Dunque, quale migliore lezione se non imparare tecniche e strategie per migliorare le proprie difese, per organizzare un modulo di sopravvivenza che ci permetta di respirare, di mantenere la calma e di non perdere la concentrazione necessaria?

Una buona difesa comporta una attenta concentrazione, uso della pazienza, delle leggi della fisica, del tempismo, gomiti chiusi, uscite d'anca, visione a 360 gradi e percezione d'intenti.

Il nostro programma, almeno per il momento, verterà su questo: sviluppare questi attributi affinchè i neofiti possano non sentirsi smarriti negli oceani dei tatami e gli esperti riprendere confidenza con elementi che credeva - illudendosi - di aver oramai metabolizzato.

C'è molto lavoro da fare e non possono che giovare i consigli dei fratelli Mendes:  https://www.mendesbros.com/blog/10-quick-tips-for-white-belts.