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domenica 4 novembre 2012

Piegare il gi

E' un'arte. Preziosa e degna di essere perpretata.
Laboriosa? Forse...ma sicuramente affascinante.
Piegare il proprio indumento di allenamento (gi - si pronuncia ghi) dovrebbe essere una pratica costante di ogni serio marzialista.
Gettare il gi dentro una borsa, soprattutto dopo un allenamento, è sicuramente un atto automatico, poco riflessivo, sbrigativo e privo di quella attenzione che dovrebbe caratterizzare un cultore delle arti della guerra.
Il gi è la nostra seconda pelle. Ne ha le caratteristiche: dura, resistente, porosa, lacerata, umida, sensibile all'uso e al trascorrere del tempo. Dovremmo averne quindi cura, per la nostra persona e per coloro che dividono assieme a noi il tatami.
Un gi ben curato, ben piegato, senza olezzi dispone al meglio la persona, l'umore, la postura, la concentrazione. Questo è un aspetto che andrebbe sperimentato.

Le metodiche per piegare il gi sono diverse: si passa dal tradizionale a quello adottato dal Judoka a quello utilizzato in alcune scuole di Jiu Jitsu brasiliano.
Scegliere uno di questi è già un approccio per conoscere il proprio gi, stabilire un rapporto con il proprio gi e conoscere la nostra seconda pelle.

metodo #1:

metodo #2 (per praticanti di brazilian Jiu Jitsu):

metodo #3 (per praticanti di brazilian Jiu Jitsu):

metodo #4 (per praticanti di Judo e Brazilian Jiu-Jitsu):