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giovedì 11 ottobre 2012

Paradenti

Durante la fase di sparring, che caratterizza il nostro stile e le nostre lezioni, ci accorgiamo che alcuni praticanti indossano un paradenti.
Il suo campo di azione è ben inteso ma in molti si chiedono "E' davvero necessario un paradenti?".
La domanda non è così banale e così pure la risposta.

Partiamo da alcune considerazioni:

  • ogni praticante desidera praticare in completa sicurezza;
  • ogni praticante si aspetta di salire sul tatami la volta successiva;
  • ogni praticante desidera non subire un serio infortunio che lo possa limitare nella vita ordinaria e in quella sportiva;
  • ogni praticante desidera non provocare un serio infortunio che possa limitare il compagno di allenamento nella vita ordinaria e in quella sportiva;
  • ogni serio istruttore o Maestro desidera che il suo team non sia falciato da piccoli e seri infortuni che i suoi allievi subiscono o provocano sulle materassine;
  • ogni serio praticante non vorrebbe poi maledire il giorno in cui ha deciso che no, le protezioni non sono necessarie!

Se è vero che queste considerazioni acquistano un valore universale e sono quindi condivise da tutti i praticanti, la domanda trova già una risposta: certo che è necessario un paradenti!

Ed aggiungiamo: ancor meglio se di ottima qualità!
Un buon paradenti non solo deve proteggere ma deve altresì permettere una corretta respirazione senza sentirlo ballare sul palato, aderendo perfettamente sui nostri denti e non ritrovarlo sul tatami oppure sui denti del compagno di allenamento.
Il materiale usato deve essere tale da poter proteggere ed assorbire i possibili colpi ricevuti senza oltremodo danneggiare ciò che invece dovrebbe proteggere.

Le situazioni in cui è possibile ricevere i colpi sulla mandibola o sulla mascella sono molteplici. Elenchiamone alcune:

  • quando si difende un soffocamento: spesso il nostro compagno di allenamento o avversario imprimono il loro marchio piazzando il loro avambraccio proprio sulle nostre labbra oppure "strofinando" il nostro o l'altrui gi sui nostri denti. La pressione è tale che non è raro rovinarsi la bocca e far saltare qualche dente;
  • nel tentativo di superare la guardia avversaria: ci siamo quasi, la guardia è quasi superata, aggiustiamo la posizione e...crack...una bella ginocchiata si stampa proprio sui nostri incisivi. Serviranno a poco le scuse del vostro compagno di allenamento;
  • durante la pratica di tecniche di difesa personale: una manata, un pugno, una gomitata, una ginocchiata...le occasioni sono svariate. Perché quindi rischiare?;
  • ...e quando, senza consapevolezza, ci mordiamo la lingua!

Nello Zanshin Kai Jiu Jitsu dunque è obbligatorio l'uso del paradenti nella fase di lotta (sparring/rolling) e non sono ammesse eccezioni. Salvaguardare la propria e l'altrui incolumità non è un opzione ma un profondo segno di rispetto per gli altri e per sè stessi.